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Chiara Ferragni lancia l’hashtag #BodyShamingIsForLosers

Fresca di addio al nubilato contrassegnato dall’hashtag #ChiaraTakesIbiza, la Ferragni è stata protagonista di uno spiacevole scivolone giornalistico dopo che il Corriere della Sera ha intitolato il suo articolo online “Chiara Ferragni, i capelli rosa e le amiche ‘sosia’ (rotonde e felici)”. L’articolo non è ovviamente sfuggito all’attenzione della nota influencer che ha subito replicato sul suo canale Instagram:  “Le mie amiche sono state descritte come ‘grasse’ dal più grande quotidiano italiano. Si prega di esporre il proprio pensiero a riguardo” lanciando l’hashtag #BodyShamingIsForLosers scatenando la bufera sul web. La Ferragni poi, continua a puntare il dito contro il giornale: “Trovo veramente assurdo che giornalisti possano scrivere cose del genere. In un mondo in cui ci battiamo per far sentire bene le ragazze e dar loro sicurezza additare difetti fisici (miei o delle mie amiche) è veramente un messaggio sbagliatissimo”. Si torna quindi a parlare di canoni di bellezza “tossici” e di disturbi alimentari che spesso ne derivano, accompagnati da messaggi sbagliati che vengono quotidianamente lanciati online senza freno, come in quest’ultimo caso. Per fortuna che la nota influencer (13,5 milioni di followers in Instagram) si è duramente scagliata contro il messaggio lanciato replicando subito sul suo profilo: “Penso sia disgustoso far passare un messaggio simile, specialmente quando tante ragazze stanno lottando con il loro corpo e con la fiducia in se stesse. Non mi sono mai sentita perfetta nella mia vita (e neanche penso di esserlo in questo momento) ma ho sempre avuto la fortuna di avere fiducia nel mio corpo. Questo, principalmente perché mia madre mi ha cresciuto dicendomi che nella vita avrei potuto fare tutto quello che io voglio, a patto di lottare e rendermi speciale”.

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Videogiochi: le regole per proteggere i vostri figli

I giochi online sono una delle attività preferite dai ragazzi. Sappiamo ormai però che online si nascondono ogni giorno trappole di cybercriminali o cyberbulli nelle quali i nostri figli potrebbero cascare. Ecco di seguito le regole da seguire per proteggerli.

  1. Parlare con i ragazzi. Dare le informazioni necessarie affinché cresca la consapevolezza che in Internet si nascono ipotetiche minacce, è sicuramente un buon punto di partenza.
  2. Attenzione all’impazienza. L’impazienza verso l’uscita di un nuovo videogioco può portare criminali online a guidare i ragazzi nella loro trappola promettendo false scorciatoie verso il download del gioco anticipato dietro al quale si nascondono semplicemente malware pronti ad infettare il computer.
  3. Mai barare! Un altro metodo che spesso viene utilizzato per indurre il giocatore ad installare malware è quello di camuffarlo da programma che promette facili vittorie.
  4. Attenzione ai forum. Un luogo che spesso pullula di criminali pronti ad adescare prede è quello dei forum online dove vengono promessi consigli e strategie. Meglio evitare.
  5. Chattare solamente con chi si conosce. Concedere l’amicizia a chi non si conosce è sconsigliato: non si può mai sapere chi si nasconde dall’altra parte.
  6. Separare sempre la vita reale da quella online. Sono due esperienze che vanno tenute distinte.
  7. Installare una suite di sicurezza informatica. I problemi e le minacce in rete sono tante, troppe. Una buona soluzione per stare tranquilli è quella di installare un aiuto elettronico che permetta di evitare la navigazione in siti sconosciuti o pericolosi o che eserciti un controllo genitoriale digitale rispetto a quello che viene fatto dai giovani in rete.

 

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Pedopornografia online: Unicef lancia l’allarme

Nel suo rapporto annuale “La condizione dell’infanzia nel mondo 2017: Figli dell’era digitale”, L’UNICEF lancia l’allarme sulla pedo pornografia online con un dato sconcertante: il 53% delle vittime di abusi ha 10 anni o meno. Un altro dato sconvolgente del rapporto indica inoltre che i bambini che presentano disabilità corrono più rischi nell’essere vittime online di predatori sessuali. Nonostante quindi stiamo vivendo in un’epoca in cui le minacce online si fanno sempre più presenti, si fa ancora troppo poco per proteggere i minori dai pericoli di Internet.

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Ragazzi e Social Network: Istruzioni e Consigli

Chi in prima media, chi addirittura ancora alle elementari, tutti i giovani d’oggi ricevono il loro primo smartphone in regalo prima del compimento dei 15 anni e si iscrivono fin da dubito agli ormai noti social network quali Whatsapp, Instagram e Snapchat. Sono i cosiddetti nativi digitali, coloro che sono nati e cresciuti in corrispondenza alla diffusione delle nuove tecnologie informatiche e che quindi non manifestano alcuna difficoltà nell’imparare ad utilizzarle. Come è possibile per i genitori di tutti questi nativi digitali gestire il loro rapporto con i social? Ecco i consigli dei tre esperti Mauro Berti, Michele Facci e Serena Valorzi, co-autori del volume “Cyberbullismo. Guida completa per genitori, ragazzi e insegnanti” (Reverdito).

  1. Tenersi aggiornati sui social network utilizzati dai ragazzi. E’ fondamentale conoscere bene il grandissimo mondo digitale in cui si vanno ad immergere i ragazzi d’oggi, che preferiscono social come Whatsapp e Snapchat rispetto a Facebook ormai più comunemente utilizzato da una fascia adulta.
  2. Insegnare l’empatia digitale. Prima di scrivere qualsiasi tipo di commento o di postare qualsiasi tipo di immagine è fondamentale chiedersi “A me farebbe piacere leggerlo o vederla?”
  3. Dare regole chiare. Permettere ai ragazzi di utilizzare lo smartphone e i social network seguendo delle regole quali per esempio non accettare amicizie di persone sconosciute o pubblicare immagini di altre persone solo dopo aver ricevuto il loro consenso.
  4. Allearsi con gli altri genitori. E’ fondamentale che le stesse regole siano dettate da tutti i genitori.
  5. Attenzione alla legge. La legge sul Cyberbullismo del 18 giugno 2017 considera un reato penale e civile per esempio l’utilizzo dei dati personali senza il consenso. Meglio informarsi per non incorrere in sanzioni di vario genere.
  6. Prevenzione. Prevenire è meglio che curare, si sa. Educare i bambini fin da piccoli in primis dimostrando ai propri figli di essere un buon modello da seguire. Come? Evitare di passare la giornata con il cellulare in mano o di esporre i propri figli sui social network sono solo alcuni dei nostri preziosi consigli.
  7. Insegnare l’affettività ed il rispetto per il corpo. E’ importante insegnare ai ragazzi il rispetto del proprio e dell’altrui corpo, usando le parole giuste in base all’età per poter dare loro una giusta immagine di affettività che spesso viene distorta da immagini pornografiche trovate in Internet.
  8. Affrontare l’invidia. Le immagini di vite perfette che spesso girano online spesso generano sentimenti di invidia, tristezza o depressione che portano poi in alcuni casi a veri e propri atti di cyberbullismo. E’ importante insegnare ai propri figli di come i social network siano una vetrina, dei contenitori dove tutto appare fantastico anche quando in realtà non lo è.
  9. Cosa fare in caso di Cyberbullismo. Se ci si accorge che il proprio figlio è vittima di cyberbullismo bisogna subito parlarne con gli insegnanti, prima di tutto perché la nuova normativa affida alla scuola un ruolo cruciale.
  10. Stimolare i ragazzi nel fare altro. Offrire delle alternative all’utilizzo costante di social network e smartphone è sicuramente importante anche per stimolare nuove esperienze di socialità.

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La Legge sul Cyberbullismo in 5 punti

Il 18 giugno 2017 è entrata in vigore la legge che si occupa del fenomeno del Cyberbullismo. Si tratta della L. 29 maggio 2017, n. 71, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del Cyberbullismo. Di che cosa si tratta? Ecco le disposizioni di tale leggi in sintesi:

  1. Definizione. Per la prima volta viene data una definizione giuridica di Cyberbullismo.
  2. Ruoli scolastici. Vengono definiti inoltre i ruoli all’interno dell’ambiente scolastico con lo scopo di promuovere attività preventive, educative e ri-educative .
  3. Azioni che possono essere compiute in autonomia  dalla vittima. Per i minori sopra i 14 anni è prevista la possibilità di chiedere di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete direttamente al gestore del sito o del social media in questione.
  4. Provvedimento di carattere amministrativo. La vittima di Cyberbullismo insieme al genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale potrà ammonire il cyberbullo, fino a che non sarà fatta denuncia, invitandolo a non commettere più atti simili.
  5. Il ruolo dei servizi territoriali. I servizi territoriali prevedono la promozione di progetti a sostegno delle vittime atti a rieducare i minori autori di Cyberbullismo.

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Legge Cyberbullismo

cyberbullismo-berti-valorzi-facciCon la Legge 71/2017 in Italia viene finalmente definito il Cyberbullismo da un punto di vista normativo. In particolare: l’Art. 2 recita “Ai fini della presente legge, per «cyberbullismo» si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identita’, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica,
nonche’ la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o piu’ componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.“.

La Legge, ha un approccio prevalentemente preventivo/educativo, più che repressivo, e pone alla scuole un ruolo cruciale.

Il libro, arrivato alla terza edizione, è aggiornato con tutte le indicazioni sul tema e le implicazioni normative.