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Non ti assumo per colpa del tuo profilo Facebook

Durante le mie serate con i genitori molto spesso le reazioni più sentite riguardano le mie argomentazioni rispetto al mondo del lavoro. In particolare è frequente che studenti e genitori si risentano del fatto che le aziende non si limitano a leggere i curricola, ma vanno anche ad esplorare i social network, la social reputation dei candidati. Eppure, è proprio così, come riporta anche il Sole24Ore, sempre più aziende utilizzano anche i social per la selezione del personale. Ma la domanda è: che male c’è? I social non rappresentano la vita privata delle persone, ma la vita pubblica: non c’è nulla di più pubblico della Rete. Forse lo dimentichiamo… e allora: credere di più ad un curriculum vitae dove si parla di ottima capacità di mediazione e risoluzione del conflitto, oppure al concreto atteggiamento del candidato mentre si scatena pubblicamente su un social network offendendo – e non argomentando – chi non la pensa come lui?

I social media si confermano per imprese e professionisti, uno strumento vincente. In Italia, il passaparola continua ad essere la via più veloce per individuare nuove opportunità di impiego er il 69% del campione, ma il peso dei social media cresce. Oltre la metà dei professionisti (56%) li ritiene una vetrina ideale per mostrare il proprio profilo e la propria expertise. E del resto una quota simile di imprese (57,1%) ammette di fare uno screening dei profili social

Coca-Cola Social Media Guard

Chissà, forse le persone a forza di trascorrere troppo tempo online, sui social network, dietro i loro schermi hanno ridotto il loro consumo di Coca-Cola al bar? I geni del marketing della multinazionale CocaCola hanno prodotto questo splendido video che mostra sì le potenzialità dei social network, ma ci fa riflettere su quanto della vita concreta non dobbiamo mai dimenticare e dobbiamo continuare a valorizzare.