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Generazione Youtube

Youtube, la piattaforma video per eccellenza ha conquistato gli occhi e il cuore delle generazioni più giovani. Dagli adolescenti, ai bambini più piccoli (le puntate di “Peppa pig” su youtube generano milioni di visualizzazioni) si spende sempre più tempo a consumare contenuti sulla piattaforma. Un algoritmo estremamente intelligente è in grado di suggerire contenuti all’infinito e se non controllati, i ragazzi potrebbero finire per spendere varie ore al giorno a guardare i video dei loro “creators” preferiti che possono portare contenuti di videogames, musica, cinema e tanto altro.

Ovviamente cari genitori, la tecnologia non può fare da baby-sitter e non può essere la soluzione a ogni distrazione.

Ecco alcuni modi per controllare e rendere stimolante il tempo che i vostri figli passano su Youtube.

 

  • Youtube Kids: Youtube Kids è un’ applicazione di Youtube dedicata esclusivamente ai bambini, qui si trovano cartoni, canzoni e contenuti educativi. Questa applicazione risulta particolarmente interessante per i genitori perché permette di accedere facilmente alla cronologia delle visualizzazioni, delle ricerche e permette inoltre di impostare un timer per limitare l’uso dell’applicazione.

 

  • Iscrizioni: Potete controllare l’attività generale dei vostri figli guardando semplicemente la scheda “iscrizioni”, qui potrete vedere quali canali segue vostro figlio e andando voi stessi a guardare i video di questi canali potrete capire se sono adatti o meno all’età del vostro pargolo.

 

  • Caricare video su Youtube: Alcuni ragazzi decidono di iniziare a caricare contenuti su Youtube, mossi dalla passione, o dalla possibilità di fare soldi cercheranno di creare video di vario genere da condividere sulla piattaforma. Se questo è il caso di vostro figlio, non allarmatevi, anzi non abbiate paura di supportare questa iniziativa, ma come sempre a seconda dell’età di vostro figlio controllatene le attività online  (un percorso su Youtube non è un semplice spreco di tempo, il ragazzo potrebbe imparare ad usare programmi professionali per il videomaking e ad usare i social come mezzo di comunicazione).

Youtube è una piattaforma estremamente ricca di ogni tipo di contenuto, educativo o di intrattenimento,  ma anche di contenuti inappropriati. La soluzione è sempre una, a seconda dell’età dei vostri figli accompagnateli in maniera più o meno presente nella loro attività online.

 

Link Utili:

Youtube Kids

Risorse per genitori

Strumenti per la protezione degli adolescenti

Sicurezza dei minori su Youtube

 

Fortnite: soldi, truffe e adescamenti

Fortnite, il videogioco del 2018 sembra inarrestabile anche in questo nuovo anno. Tornei, eventi e record di giocatori online hanno reso questo battle royal uno dei titoli più giocati e seguiti della storia, ma all’ombra di questo successo si nascondono i pericoli in cui milioni di bambini e ragazzi rischiano di incappare.

 

Ecco una lista dei problemi che potrebbero colpire i vostri figli.

  • Dipendenza: Sì, le meccaniche di questo gioco rendono difficile “staccare”, tra una partita e l’altra passano soltanto pochi minuti e quella che nella partita precedente è stata una sconfitta, potrebbe benissimo diventare una vittoria in quella successiva. Quel “Vittoria reale” per i giocatori vale più di quanto possiate pensare.
  • Soldi e V-Bucks: Fornite, è un gioco completamente gratuito, ma come molti altri nel suo genere supporta quello che i videogiocatori chiamano “microtransizioni”, ovvero la possibilità di trasformare soldi veri in V-bucks (la valuta del gioco). Con questi “V-Bucks” i ragazzi possono comprare skin, emote e altri elementi cosmetici che non danno alcun vantaggio rispetto agli altri giocatori. L’uso di V-bucks rende inoltre difficile per i ragazzi (e genitori) capire quanti soldi stiano effettivamente spendendo. I genitori dovrebbero stare molto attenti e capire se e come vostro figlio stia spendendo i soldi.
  • Truffe e Adescamenti: Questo problema riguarda principalmente l’utenza più giovane del gioco, molti bambini infatti, pur di avere una nuova e bellissima “skin”, sono disposti quasi a tutto. Compreso registrarsi su siti di truffa online, entrare in diretto contatto con sconosciuti (a volte pedofili), dare l’accesso al proprio account, la propria e-mail o persino l’indirizzo di casa. I genitori devono stare attenti al comportamento del proprio figlio online, quando lo sentite parlare in “chat di gioco” chiedetegli con chi sta parlando, controllate la sua posta elettronica o i messaggi di gioco.

Finito questo articolo, potreste pensare che Fortnite sia un passatempo negativo e pericoloso, ma non è cosi. Il videogioco è divertente, gratuito, stimolante e riesce persino a catturare l’attenzione degli adulti. I giocatori (e i genitori) devono semplicemente essere ben consapevoli del mezzo e di tutte le dinamiche che lo caratterizzano. 

 

FONTI:

– www.pandasecurity.com;

 

Smartphone sotto l’albero? Per gli esperti bisogna dire no..

Manca ormai solo una settimana a Natale e se fino a qualche anno fa i regali più richiesti erano giocattoli di vario genere, sempre più spesso ormai bambini e ragazzi desiderano ricevere doni tecnologici. Lo smartphone è sicuramente tra i più gettonati ma secondo lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lavenia è importante saper dire no.

I pericoli online in cui possono inciampare i nostri figli infatti sono sempre maggiori ed è compito dei genitori insegnare loro innanzitutto la differenza tra la vita on e offline per evitare che essi abbiamo sempre meno interazioni sociali “reali” importanti per evitare condizioni di isolamento che nei casi più gravi possono sfociare in depressione o suicidio. Secondo l’esperto è fondamentale dunque che “i genitori non si lascino convincere dai propri figli sull’utilità dello smartphone in giovane età che, nella maggior parte dei casi, viene richiesto esclusivamente per sentirsi come il proprio amichetto che lo ha già ricevuto. Ed è in questo momento che deve uscir fuori il ruolo di ‘genitore’, spostando l’attenzione che il bambino riversa nel mezzo tecnologico verso l’importanza dello stare insieme e spingerlo a creare relazioni sociali. Ma noi adulti dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio. Ricordiamoci che i nostri figli imitano ciò che facciamo noi“.

La scelta quindi di regalare uno smartphone al proprio figlio deve essere ponderata: il cellulare in generale andrebbe dato ai ragazzi perlomeno dopo i 13 anni, stando sempre attenti a non lasciare troppa “libertà tecnologica” e insegnandone l’uso consapevole e corretto.

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Sexting, più di due adolescenti su dieci si scambiano foto hot sui social

Per sexting si intende la condivisione di testi, video e contenuti fotografici a sfondo sessuale utilizzando telefoni, app, social network e altri mezzi tecnologici. Secondo una ricerca di Skuola.net condotta su un campione di 6500 giovani tra i 13 e i 18 anni, il fenomeno risulta essere molto più diffuso di quanto si pensi: secondo i dati riportati, circa il 24% di essi infatti si sono scambiati materiale intimo almeno una volta mentre il 6% ammette di farlo spesso.

Purtroppo, i rischi legati a tale attività di condivisione sono molti e vanno dall’essere minacciati a scopi ricattatori o vendicativi, fino ad arrivare al fenomeno del “grooming” ovvero l’essere adescati da malintenzionati in rete. L’attenzione va posta inoltre anche sull’effetto domino: il 18% tra i ragazzi intervistati che praticano sexting, hanno rivelato di aver condiviso il materiale con altri, amplificandone gli effetti negativi.

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Instagram: le novità antibullismo

La prima mossa per Adam Mosseri, nuovo capo dell’app Instagram, è stata quella di affidarsi ad un machine learning per individuare ed eliminare in automatico immagini, montaggi e didascalie offensive, aggressive ed umilianti. Cosa accadrà ai post individuati in maniera automatica e in odore di cyberbullismo? Pare che verranno inviati ad un team dedicato che analizzerà ad uno ad uno i contenuti decidendo poi come procedere nel modo più opportuno, lasciandoli online oppure eliminandoli dalla rete. Il neonominato Adam Misseri ha sottolineato l’importanza di un passo del genere che “aiuterà a identificare e rimuovere atti di bullismo, aspetto cruciale poiché molte persone che hanno esperienza o lo riconoscono non lo segnalano”.

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“Black Out” cos’è il fenomeno web suicida del soffocamento

Il fenomeno web del “blackout” o “choking game” consiste nel privarsi dell’aria per periodi sempre più lunghi fino a svenire. Il dott. Michele Facci, psicologo e perito presso il Tribunale di Trento, sostiene che la strategia vincente per contrastare il fenomeno sia l’educazione. Intervistato da Tgcom24 il dott. Facci sostiene infatti: “Come società, come genitori e istituzioni non stiamo dando il buon esempio ai giovani.” E continua: “Quindi se la comunità educativa non c’è e non funziona chi gestisce le classiche ansie adolescenziali? La rete. Ma la rete non è né controllabile né controllata.”.

Questo fenomeno che spinge dunque i ragazzi a soffocarsi per un breve periodo non ha come fine quello di procurarsi la morte ma piuttosto di emulare quelli che possono essere gli effetti sballanti delle droghe, sperimentando la sensazione di euforia provocata dal sangue e dall’ossigeno che ritornano al cervello.

Sicuramente per aiutare questi ragazzi, è importante innanzitutto che figure come educatori e genitori inizino ad utilizzare la terminologia in modo corretto evitando di definire il fenomeno del blackout con la parola “gioco”. Inoltre, è essenziale ascoltare e dedicare loro del tempo, interessandosi anche alle loro passioni e ai loro desideri.

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