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«Lei si è spogliata. Poi mi ha chiesto di fare altrettanto», racconta Giulio (nome di fantasia). Non si sta parlando di un incontro reale ma di un incontro sul web. Ci sono decine di social network (primo fra tutti «Facebook») ed alcuni nascono con l’obiettivo di favorire nuove conoscenze fra gli utenti (come «Chatroulette»). Su questi siti ci sono alcuni profili di donne disinibite che adottano sempre la stessa truffa: trovare un uomo disposto a spogliarsi di fronte ad una web-cam e registrare il tutto.”

Così inizia l’interessante articolo pubblicato dal Corriere. In generale non bisogna demonizzare il mezzo Facebook, ma piuttosto un uso irresponsabile: spogliarsi davanti alla webcam senza avere nessuna garanzia su chi realmente ci stia guardando dall’altra parte è un atto di ingenuità e incoscienza che Facebook o meno, dimostra uno scarso senso critico e una scarsa consapevolezza della realtà digitale in cui viviamo. Se non ci fosse stato Facebook, probabilmente ci si sarebbe spogliati davanti a un telefono cellulare o a Skype. Ancora una volta quello che dovrebbe farci riflette è l’assenza di consapevolezza, non un mezzo che – se usato consapevolmente – può essere molto utile.

Leggi l’articolo completo sul Corriere della Sera.